Arte italiana del dopoguerra. Movimento degli astratto-concreti 1950-'55
26 settembre - 18 ottobre 1970
Palazzo Torlonia, Roma
a cura di Nello Ponente
La prestigiosa mostra Arte italiana del dopoguerra. Movimento degli astratto-concreti 1950-'55, allestita nel 1970 nella solenne cornice di Palazzo Torlonia a Roma, rappresentò un momento cruciale di riflessione storiografica e di definitiva storicizzazione per i protagonisti del secondo Novecento. La rassegna si propose di isolare e analizzare con rigore filologico quel quinquennio d'oro in cui il linguaggio astratto-concreto si impose nel Paese, superando le rigide contrapposizioni ideologiche tra realismo e astrattismo geometrico. In questo contesto di altissimo rilievo critico, la presenza di Alfredo Chighine assunse un valore fondamentale per comprendere l'evoluzione della pittura italiana.
L'inserimento delle sue opere in questa mostra tese a dimostrare come la ricerca originaria del maestro milanese fosse organicamente inserita in quel clima di rinnovamento internazionale. Sebbene nei primi anni Cinquanta Chighine stesse vivendo la sua complessa transizione dalla scultura alla tela, i lavori selezionati per l'occasione misero in luce i primissimi germi di quella scomposizione formale e strutturale che avrebbe poi definito la sua cifra stilistica. Accanto ai capolavori dei grandi maestri del periodo, la pittura di Chighine rivelò la sua originaria vocazione per un colore denso e articolato, capace di sfaldare la geometria in favore di una sensibilità profondamente lirica. L'appuntamento di Palazzo Torlonia non fu quindi una semplice celebrazione documentaria, ma un'importante operazione critica che legittimò Chighine tra i pionieri della modernità, mostrando alla critica della Capitale le radici profonde e la coerenza intellettuale della sua successiva e celebre stagione informale.