Il 1965 si configurò come l’anno della definitiva consacrazione nazionale per Alfredo Chighine, grazie alla sua autorevole partecipazione a due delle rassegne istituzionali più prestigiose dell’epoca. Nel corso dell'estate, l'artista milanese fu invitato al XIII Premio Nazionale di Pittura "Golfo della Spezia", un appuntamento estivo cruciale per il dibattito artistico contemporaneo. In quell'occasione, la sua pittura densa e vibrante ottenne un rilevante successo critico, culminato con l'assegnazione del Premio "Cassa di Risparmio della Spezia" e con il conseguente ingresso di una sua opera nelle collezioni pubbliche della città ligure.
Pochi mesi dopo, in autunno, Chighine fu chiamato a rappresentare la linea dell'Informale milanese alla IX Quadriennale d'Arte di Roma, allestita nelle imponenti sale del Palazzo delle Esposizioni. In questo contesto di eccezionale rilievo, dove i maestri storici si confrontavano con le nuove avanguardie, Chighine espose al fianco di figure del calibro di Lucio Fontana e Alberto Burri. Il valore della sua ricerca sul colore-materia venne ufficialmente sigillato dall'ambìto Premio-acquisto della RAI-TV di Roma del valore di un milione di lire, assegnato a una sua tela di quell'anno. Il binomio composto dal successo spezzino e dal trionfo romano certificò la piena maturità dell'artista, proiettandolo definitivamente al vertice della pittura italiana del dopoguerra.