XXX Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale
18 giugno - 16 ottobre 1960
Venezia
a cura di Franco Russoli
XII Triennale
16 luglio - 4 novembre 1960
Milano
a cura di Gae Aulenti, Luigi Caccia Dominioni
Il 1960 segna un altro momento di straordinaria importanza per la carriera di Alfredo Chighine, che si trova a esporre contemporaneamente nelle due massime istituzioni italiane dell'epoca, consolidando la sua posizione di maestro dell'Informale. Partecipa, infatti, alla XXX Biennale di Venezia con una sala personale composta da quindici tele, presentate ancora una volta da Franco Russoli, ma è anche tra i protagonisti della XII Triennale di Milano, grazie a un importante intervento pittorico ambientale. Questo doppio, prestigioso presidio istituzionale consacra definitivamente la piena maturità dell'artista milanese, capace di muoversi con disinvoltura tra la dimensione intima del quadro da cavalletto e il respiro monumentale dello spazio pubblico. Se a Venezia la selezione di dipinti svela una pittura che si apre a una sensibilità più lirica e a una parziale rarefazione della materia, la sfida milanese lo vede misurarsi direttamente con i volumi dell'architettura e del design, temi portanti di quella storica edizione del Palazzo dell'Arte. L'opera ambientale realizzata per la Triennale testimonia il superamento della cornice e la volontà di far dialogare le fitte trame cromatiche dell'Informale con le superfici della progettazione contemporanea.