XXIX Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale
14 giugno - 18 ottobre 1958
Venezia
a cura di Gian Alberto Dell'Acqua
Il giugno del 1958 segna il momento della definitiva consacrazione critica e istituzionale per Alfredo Chighine, invitato a partecipare alla XXIX Esposizione Biennale Internazionale d'Arte di Venezia con l'onore di una prestigiosa sala personale all'interno del Padiglione Centrale. Inaugurata a metà giugno e aperta fino a ottobre, questa storica edizione si rivela una vetrina fondamentale per l'affermazione dell'Informale. Introdotto in catalogo da un autorevole saggio di Franco Russoli, che ne evidenzia la maturità e il lirismo, Chighine presenta una selezione di tre dipinti di grandi dimensioni realizzati nel 1957.
Queste tele, dense di stratificazioni materiche e vibranti di sottili trame luminose, testimoniano la felice assimilazione della recente svolta parigina. All'interno del percorso espositivo, la ricerca naturalistica e segnica del pittore milanese si colloca in un serrato dialogo con i padiglioni e le sale personali di maestri assoluti del calibro di Lucio Fontana, Alberto Burri e Osvaldo Licini. L'importante appuntamento lagunare giunge a coronamento di un periodo di straordinaria intensità espositiva, consolidando definitivamente il profilo internazionale di Chighine tra i protagonisti della pittura europea del dopoguerra.